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Quarta edizione di Slow Fish

Giusto una settimana fa, lunedì 20 aprile, le luci si spegnevano e calava il sipario sulla quarta edizione di Slow Fish, l’Evento internazionale dedicato alla pesca e al mare organizzato da Slow Food ogni due anni a Genova.
A sette giorni dalla chiusura, in attesa che inizi la girandola di dati e numeri, a mente fredda si possono fare alcune considerazioni.
La prima è che la Manifestazione ha, con questo numero, affondato le proprie radici nel territorio diventando, veramente e forse per la prima volta, un appuntamento sentito dalla città e dalla regione come testimonia anche l’impegno di Slow Food Liguria (su tutto, da applausi, la gestione dell’area “Panini d’aMare con 4600 panini di grandissimo pregio serviti) che, senza indugio, deve trovare in questo palcoscenico internazionale il momento di massima visibilità.
La seconda, ça va sans dire, riguarda la soddisfazione per l’affluenza di pubblico (55000 visitatori, più 20% rispetto al 2007) che ha affollato il meraviglioso Padiglione B del quartiere fieristico genovese grazie, va sottolineato, anche al pregevole lavoro dei media che hanno comunicato l’evento con grande attenzione. Si è trattato di una folla educata, attenta e vogliosa di apprendere che ha evidenziato come il ruolo del consumatore sia sempre più fondamentale e fa emergere, con forza, che per non allontanarlo ulteriormente dai pescatori, diventa decisivo il ruolo della filiera commerciale: a essa si chiede di assumere maggiore responsabilità e di agire in maniera attiva nel promuovere modelli di consumo più virtuosi, a partire dalle “linee guida” promosse dalla quattro giorni genovesi e riassunte nella campagna Mangiamoli giusti.
2009 – 2011, due numeri che, oltre a rappresentare la data passata e quella futura della Manifestazione, devono anche essere, oggi, intesi come fondamentali tappe utili a collegare un fitto calendario di attività e appuntamenti, da sviluppare in tutta la regione, che tengano viva l’attenzione su quanto emerso da Slow Fish, facendo vivere lo stesso senza soluzione di continuità e andando ben oltre il modesto limite temporale proprio di un Evento fieristico, la cui cadenza biennale è fondamentale per permettere la riflessione e la progettazione attenta del ricco programma che ne caratterizza ogni edizione.
Gli argomenti trattati a Slow Fish 2009 erano idealmente riassunti nello slogan della manifestazione: c’era un mare di pesci…e, partendo da quei puntini di sospensione, si è posta l’attenzione sul futuro e si sono cercate risposte e soluzioni per poter affermare, con relativa certezza, che ci potrà ancora essere un mare ricco di pesci a patto che, in futuro, atteggiamenti “buoni, puliti e giusti” diventino patrimonio di tutti.
Ecco, proprio partendo da queste ultime righe, Slow Food Liguria vuole sviluppare un programma che colleghi un’edizione all’altra di Slow Fish con azioni che, toccando temi economici, educativi, turistici e ludici – superando gli steccati che ancora separano le diverse categorie coinvolte (pescatori, commercianti, istituzioni, cuochi, mondo scientifico, consumatori…) così da portare ad una condivisione di problemi e soluzioni, anche facendo tesoro delle idee e dei molti esempi positivi raccontati dalle varie comunità dei pescatori - possa portare ad una sorta di Evento permanente che diventi, oltre ogni dubbio, progetto di sviluppo regionale.
Il suggerimento, quindi, non può che essere quello di tenere d’occhio questo sito così da essere sempre costantemente aggiornati sul “lavoro” di Slow Food Liguria.
 
Valter Bordo
Direzione Eventi Slow Food Italia


Pubblicato Giovedì, 14 Maggio 2009


 

 


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